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<channel><title><![CDATA[Segnavento - Ora, tra passato e futuro]]></title><link><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro]]></link><description><![CDATA[Ora, tra passato e futuro]]></description><pubDate>Sun, 31 May 2026 02:49:29 +0200</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[Ho scritto un libro!]]></title><link><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/ho-scritto-un-libro]]></link><comments><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/ho-scritto-un-libro#comments]]></comments><pubDate>Wed, 30 Dec 2020 23:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/ho-scritto-un-libro</guid><description><![CDATA[Esoterico Quotidiano  Un po&rsquo; di tempo fa riflettevo insieme a una mia amica su come molti incontri tra persone di per s&eacute; piuttosto interessanti sfociassero in conversazioni che di interessante avevano molto poco.&laquo;Non si sa perch&eacute;, ma si finisce per parlare sempre delle stesse cose, il tempo e la pioggia, il governo, i soldi che non sono mai abbastanza, e dove andresti in vacanza &hellip; (* da un anno e mezzo, purtroppo, parliamo quasi solo pi&ugrave; di virus e vaccini [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<h2 class="wsite-content-title" style="text-align:center;">Esoterico Quotidiano</h2>  <div class="paragraph" style="text-align:left;"><font>Un po&rsquo; di tempo fa riflettevo insieme a una mia amica su come molti incontri tra persone di per s&eacute; piuttosto interessanti sfociassero in conversazioni che di interessante avevano molto poco.</font><br /><font><font size="3"><em>&laquo;Non si sa perch&eacute;, ma si finisce per parlare sempre delle stesse cose, il tempo e la pioggia, il governo, i soldi che non sono mai abbastanza, e dove andresti in vacanza &hellip; </em></font></font><font><font size="2">(* da un anno e mezzo, purtroppo, parliamo quasi solo pi&ugrave; di virus e vaccini)</font></font><font>. </font><br /><font><font size="3"><em>Non c&rsquo;&egrave; qualcosa di pi&ugrave; profondo, individuale, intimo, qualcosa che abbia a che vedere con il nostro specifico e personale modo di vivere? Qualcosa in cui ciascuno di noi abbia occasione di mostrare chi &egrave; veramente, che posizione ha verso i grandi temi dell&rsquo;esistenza. Ma anche verso temi minori, aspetti del vivere quotidiano. Insomma, tutte le questioni in cui la nostra coscienza pu&ograve; attivarsi e recitare un ruolo centrale&raquo;.</em></font><br />Cominciammo a chiederci quali potessero essere questi temi, convinti che non fossero poi molti, ma la lista cominci&ograve; ad allungarsi, e allungarsi: <font size="3"><em>&laquo;C&rsquo;&egrave; anche questo, e poi potremmo parlare di quello, e quell&rsquo;altro non lo si tratta mai perch&eacute; altrimenti dovresti svelare cose che in genere preferisci tenere segrete, e quello &egrave; un tab&ugrave;, su questo termine c&rsquo;&egrave; confusione, di quell&rsquo;altro si &egrave; perso il significato&hellip;&raquo;</em></font></font><font>.<br />Alla fine uscirono 144 argomenti, un po&rsquo; troppi per metterli su un foglio solo, come avevamo pensato all&rsquo;inizio.</font><br /><font><font size="3"><em>&laquo;Potremmo scriverli su dei cartoncini e poi farli estrarre dalle persone alle cene e alle feste, in modo che siano loro i temi intorno a cui far girare la conversazione. Ciascuno potrebbe &ndash; se vuole, in piena libert&agrave; &ndash; esprimere cosa gli ispira quella carta, e gli altri potrebbero aggiungere il loro punto di vista&raquo;</em></font></font><font>.</font></div>  <div class="paragraph" style="text-align:center;">...</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.ilsegnavento.it/uploads/1/3/0/6/130673351/copertinaarticolo3_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div class="wsite-spacer" style="height:50px;"></div>  <div class="paragraph" style="text-align:center;">...</div>  <div class="paragraph"><font>Nacquero cos&igrave; le &ldquo;cartine&rdquo;, 144 cartoncini con 144 argomenti che richiedevano, per essere commentati, un intervento attivo della coscienza.</font><br /><font>Questo libro non riprende ovviamente tutti i temi presenti nelle &ldquo;cartine&rdquo;, ma nasce con lo stesso obiettivo: parliamo insieme di alcune delle cose che contano davvero nella vita. Gli argomenti dove la nostra coscienza deve per forza intervenire e &ndash; se possibile &ndash; evolvere, trasformarsi, emanciparsi da credenze, condizionamenti, superficialit&agrave;.</font><br /><font>Sono dialoghi, piccole storie, riflessioni, commenti a pensieri di autori passati o contemporanei, una variet&agrave; di spunti che cercano di mostrare una prospettiva differente da quella generalmente proposta dal pensiero comune, una prospettiva &ldquo;esoterica&rdquo;.</font><br /><font>Molte parole nascono in un posto ma poi, cammina cammina, si ritrovano in un altro e quasi nessuno ricorda pi&ugrave; da dove erano partite. &Egrave; quello che &egrave; accaduto a &ldquo;esoterico&rdquo;.</font><br /><font><font size="3"><font>Se digitate su Google questo temine, vedrete comparire una serie di significati che vanno dal &ldquo;</font><font><em>d</em></font><font color="#222222"><font><em>estinato a una stretta cerchia di iniziati, per estensione misterioso, oscuro</em></font></font><font color="#222222"><font>&rdquo; al &ldquo;</font></font><font color="#222222"><font><em>detto dell&rsquo;insegnamento riservato dagli antichi filosofi greci ai soli discepoli</em></font></font><font color="#222222"><font>&rdquo; al &ldquo;</font></font><font color="#000000"><font><em>proprio di una dottrina occulta, misteriosofico</em></font></font><font color="#000000"><font>&rdquo;, fino al &ldquo;</font></font><font color="#000000"><font><em>incomprensibile (o quasi) ai pi&ugrave;</em></font></font><font color="#000000"><font>&rdquo;.</font></font></font></font><br /><font>Solo se cercate pi&ugrave; a fondo la sua etimologia approderete al significato originale (derivato dal greco antico), che &egrave; semplicemente &ldquo;interiore&rdquo;.</font><br /><font>Con il passare del tempo, nell&rsquo;immaginario collettivo questo aggettivo ha dunque assunto un&rsquo;accezione oscura, carica di mistero, ed &egrave; stato sovente attribuito a sette e congreghe dai dubbi fini o a insegnamenti e dottrine quasi del tutto inaccessibili.</font><br /><font>&Egrave; vero che gli antichi filosofi greci parlavano ai loro discepoli di un insegnamento che atteneva alla parte pi&ugrave; interiore dell&rsquo;essere, poich&eacute; essi erano per lo pi&ugrave; allievi del &ldquo;</font><font><font size="3"><em>conosci te stesso e conoscerai l&rsquo;universo intero e le sue leggi</em></font></font><font>&rdquo;. Ed &egrave; altrettanto vero che l&rsquo;insegnamento destinato agli iniziati non veniva divulgato &ndash; cos&igrave; com&rsquo;era &ndash; a tutti.</font><br /><font>Cammina cammina, quello che non viene divulgato a tutti diviene facilmente &ldquo;occulto&rdquo; e come tale potenzialmente pericoloso, poich&eacute; sembra che sia stato nascosto ad arte, anche se in realt&agrave; &egrave; solo &ldquo;non divulgato&rdquo; (e non &egrave; la stessa cosa di &ldquo;nascosto&rdquo;).<br />&#8203;Vari movimenti occulti hanno poi utilizzato certi insegnamenti cosiddetti esoterici per acquisire un potere sugli altri esseri umani, avallando cos&igrave; l&rsquo;interpretazione pi&ugrave; negativa di questo termine.<br />Tuttavia &hellip; esoterico vuol dire semplicemente interiore, e cos&igrave; ho inteso il suo significato nel comporre e intitolare il libro.<br /><br />C&rsquo;&egrave; un &ldquo;aspetto interiore&rdquo; nella nostra realt&agrave; quotidiana?<br /><br />Io credo di s&igrave;, o forse &egrave; pi&ugrave; corretto dire che io lo vedo. E di questo ho cercato di parlare, prendendo argomenti del nostro vivere comune e mostrandone aspetti che non sono evidenti a un primo sguardo.<br />Alcune cose potranno forse sembrare interessanti ad alcuni e banali ad altri, e viceversa. Penso comunque che qualcosa di inaspettato lo troverete tutti, qua o l&agrave;. Quello che interessa me per&ograve; non &egrave; sorprendervi, ma indurvi &ndash; se possibile &ndash; a entrare maggiormente nella profondit&agrave; di ciascun tema.<br />Poich&eacute; ogni elemento della nostra vita, se osservato a fondo con un po&rsquo; di intuizione e la mente libera da credenze e pregiudizi, ci pu&ograve; mostrare aspetti di grande profondit&agrave;. E di profondit&agrave; in profondit&agrave;, possiamo andare alla ricerca della parte pi&ugrave; autentica di noi stessi.</font><br /><font>E cos&igrave; &ndash; en passant &ndash; arrivare a conoscere &ldquo;</font><font><font size="3"><em>l&rsquo;universo e le sue leggi</em></font></font><font>&rdquo;.</font></div>  <div style="text-align:center;"><div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div> <a class="wsite-button wsite-button-small wsite-button-normal" href="https://www.amazon.it/Esoterico-quotidiano-Piccole-storie-grandi/dp/B08PXHJB7P/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&dchild=1&keywords=ESOTERICO+QUOTIDIANO&qid=1633158025&sr=8-1" target="_blank"> <span class="wsite-button-inner">SCOPRI DI PI&ugrave;...</span> </a> <div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Lettera fine anno 2020]]></title><link><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2020]]></link><comments><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2020#comments]]></comments><pubDate>Wed, 30 Dec 2020 23:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2020</guid><description><![CDATA[Alzi la mano chi non ha mai detto, negli ultimi anni, &ldquo;non se ne pu&ograve; pi&ugrave; di come vanno le cose, questo mondo deve cambiare!&rdquo;. Ebbene, adesso &egrave; cambiato.Non vi stiamo prendendo in giro, anche noi non immaginavamo che &ldquo;cambiare&rdquo; avrebbe comportato quello che sta accadendo. Ma &egrave; comunque un fatto certo che le cose non saranno pi&ugrave; come erano prima, in ogni campo, e &ldquo;quel che sar&agrave;&rdquo; non &egrave; ancora a oggi pronosticabile. [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><font><font>Alzi la mano chi non ha mai detto, negli ultimi anni, &ldquo;</font></font><font><font><em>non se ne pu&ograve; pi&ugrave; di come vanno le cose, questo mondo deve cambiare!</em></font></font><font><font>&rdquo;. Ebbene, adesso &egrave; cambiato.</font></font><br /><font><font>Non vi stiamo prendendo in giro, anche noi non immaginavamo che &ldquo;cambiare&rdquo; avrebbe comportato quello che sta accadendo. Ma &egrave; comunque un fatto certo che le cose non saranno pi&ugrave; come erano prima, in ogni campo, e &ldquo;quel che sar&agrave;&rdquo; non &egrave; ancora a oggi pronosticabile. Non possiamo a oggi immaginare come la nostra societ&agrave;, nei suoi variegati aspetti, si riposizioner&agrave; dopo questa specie di tornado planetario, che ha travolto e stravolto tutti gli stati.</font></font><br /><br /><font><font>Non &egrave; certo la prima volta che una calamit&agrave; si abbatte sul genere umano, e questa non &egrave; in realt&agrave; nemmeno la peggiore, per intensit&agrave; e problematiche annesse. Se andiamo a vedere qualche immagine di ci&ograve; che rimase in alcune citt&agrave; alla fine della seconda guerra mondiale &hellip; se consultiamo gli archivi che riportano il numero delle vittime dell&rsquo;influenza spagnola dopo la prima guerra mondiale &hellip; se pensiamo alla peste narrata dal Manzoni, o alle invasioni barbariche, o ai grandi terremoti che hanno ribaltato la vita di interi popoli &hellip; Per quel che sappiamo per&ograve;, &egrave; la prima volta nella storia che accade qualcosa che accomuna TUTTI i popoli di tutti gli stati del mondo, che hanno dovuto fronteggiare la stessa emergenza.</font></font><br /><font><font>&#8203;C&rsquo;&egrave; una cosa comune a tutti gli avvenimenti della storia a cui abbiamo accennato: dopo un primo momento di smarrimento, scoraggiamento e disperazione, gli esseri umani si sono rimboccati le maniche e hanno cominciato a ricostruire.</font></font></div>  <div class="paragraph" style="text-align:center;">...</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.ilsegnavento.it/uploads/1/3/0/6/130673351/lettera2020_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div class="wsite-spacer" style="height:50px;"></div>  <div class="paragraph" style="text-align:center;">...</div>  <div class="paragraph"><font><font>Possiamo osservare qualcosa di simile nell&rsquo;esistenza di ciascuno di noi: c&rsquo;&egrave; sicuramente stato almeno un momento, nella nostra vita personale, in cui &egrave; accaduto qualcosa che ci ha colpito duramente, che ci ha lasciati smarriti, scoraggiati, infine disperati. La prima vera delusione amorosa? Un tracollo finanziario? La perdita della salute, nostra o di qualcuno dei nostri cari? O altro, la fantasia del destino pu&ograve; essere molto fervida &hellip;</font></font><br /><span></span><font><font>Ricordate quel momento di paralizzante disperazione? Quando abbiamo pensato che non ce l&rsquo;avremmo fatta, che quel che stava accadendo era troppo per le nostre forze?</font></font><br /><span></span><font><font>Ebbene, se siamo qui a leggere questa lettera, &egrave; perch&eacute; abbiamo saputo reagire, e abbiamo ricominciato a costruire la nostra esistenza. All&rsquo;impotenza che provavamo davanti a un evento che ci appariva come un masso opprimente &ndash; e all&rsquo;illusoria speranza che arrivasse qualcosa dall&rsquo;esterno che ci alleggerisse la pena &ndash; si &egrave; sostituita a un certo punto una sorta di forza interna, qualcosa che andava al di l&agrave; delle circostanze. E &ldquo;voleva vivere&rdquo;.</font></font><font><font><br />&#8203;Un po&rsquo; alla volta il problema si &egrave; prima attenuato e poi dissolto, e oggi &ndash; se ci guardiamo indietro &ndash; possiamo vedere con chiarezza che &egrave; stato proprio in quei momenti difficili che si &egrave; forgiato il nostro carattere, il nostro particolare e specifico &ldquo;modo di essere&rdquo;.</font></font><font><font><br />La nostra societ&agrave; si trova oggi nello stretto passaggio tra una sorta di impotenza da un lato (davanti ad avvenimenti che non pu&ograve; controllare, se non indirettamente) e di potenza dall&rsquo;altro (nel senso di potenzialit&agrave; &ndash; per ora ancora inespressa &ndash; di forgiare il proprio destino).</font></font><font><font><br />O anche, pi&ugrave; semplicemente, tra il desiderio di ritrovare la rassicurante comodit&agrave; a cui era abituata (o in cui era sprofondata, con tutte le debilitanti conseguenze del caso) e la prospettiva di dover costruire una &ldquo;nuova societ&agrave;&rdquo;, fondata su elementi diversi, adeguati a questo tempo.</font></font><br /><span></span><font><font>Ci riuscir&agrave;?</font></font><br /><span></span><font><font>Ci riusciremo, ciascuno nella propria vita? Perch&eacute; la societ&agrave; &egrave; in realt&agrave; l&rsquo;insieme di tutti noi, e ci&ograve; che facciamo ha SEMPRE un riflesso (per piccolo che sembri in apparenza) su ci&ograve; che accade intorno a noi, dal nostro piccolo ambiente familiare e professionale fino, in cerchi sempre pi&ugrave; larghi, all&rsquo;intera umanit&agrave;.</font></font><font><font><br />Ora, sapremo rinunciare a tutto ci&ograve; che non &egrave; pi&ugrave; essenziale per salvaguardare ci&ograve; di cui la nostra esistenza personale, individuale, non pu&ograve; veramente fare a meno? Senza rabbia, senza prendercela con elementi esterni a noi (il virus, il governo, il destino cinico e baro) senza maledire, senza indurirci &hellip; preservando la nostra &ldquo;umanit&agrave;&rdquo; in ogni frangente?</font></font><font><font><br />Se sapremo farlo, ciascuno dentro di s&eacute;, facendo appello a quella forza silenziosa e solida che vibra nel nostro essere profondo, accettando la responsabilit&agrave; individuale che questo momento di grande difficolt&agrave; planetaria sta generando &hellip; potremo scoprire che &ldquo;Uno per tutti, tutti per uno&rdquo; non &egrave; un&rsquo;immagine romanzesca ma una vera e propria formula magica, di ampia portata.</font></font><font><font><br />Una magia semplice e tuttavia potente, a disposizione di tutti quegli esseri umani che, bench&eacute; lontani nello spazio, sono vicini e uniti nel pensiero e nel sentimento.</font></font><font><font><br />E ora &hellip; attendiamo il pi&ugrave; serenamente possibile la fine di questo travagliato anno e buttiamo nel simbolico e rituale &ldquo;fal&ograve; di fine anno&rdquo; (come raccontavamo nella nostra lettera di fine 2012) tutti quegli aspetti di noi stessi che non sono pi&ugrave; utili al nostro vivere, che non sono soprattutto adeguati al tempo che viene, che prepotentemente e inarrestabilmente viene.</font></font><font><font><br /><br />Come cantava Ivano Fossati qualche anno fa, abbiamo &ldquo;</font></font><font><font><em>la fortuna di chi vive adesso questo tempo sbandato, questa notte che corre e il futuro che viene a darci fiato</em></font></font><font><font>&rdquo;.</font></font><br /><span></span></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Lettera fine anno 2019]]></title><link><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2019]]></link><comments><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2019#comments]]></comments><pubDate>Mon, 30 Dec 2019 23:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2019</guid><description><![CDATA[Buongiorno amici, buongiorno amiche, come state?Il nostro piccolo &ldquo;presente&rdquo; di fine anno giunge a voi all&rsquo;interno di un periodo particolarmente confuso e stressante, a cavallo delle feste di Natale (un po&rsquo; prima? un po&rsquo; dopo?), e ci rendiamo conto che non &egrave; facile trovare un momento tranquillo per cercare di seguire le riflessioni poco usuali che ci piace condividere con voi.Anche quest&rsquo;anno non sar&agrave; proprio una passeggiata &hellip; anzi no, sar [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><font>Buongiorno amici, buongiorno amiche, come state?</font><br /><span></span><font>Il nostro piccolo &ldquo;presente&rdquo; di fine anno giunge a voi all&rsquo;interno di un periodo particolarmente confuso e stressante, a cavallo delle feste di Natale (un po&rsquo; prima? un po&rsquo; dopo?), e ci rendiamo conto che non &egrave; facile trovare un momento tranquillo per cercare di seguire le riflessioni poco usuali che ci piace condividere con voi.</font><br /><span></span><font>Anche quest&rsquo;anno non sar&agrave; proprio una passeggiata &hellip; anzi no, sar&agrave; proprio una passeggiata, una passeggiata nel bosco, un bosco di montagna immerso nel buio e nel silenzio, da cui &ndash; se alziamo per un attimo lo sguardo &ndash; si vedono le stelle &hellip;</font><br /><span></span><font>Innanzitutto, chi sono le persone che ricevono questa nostra lettera?</font><br /><span></span><font>Questa sessantina di persone sono clienti-amici, amici vari e quattro ragazzi e ragazze tra i 41 e i 22 anni, figli di Emiliano nonch&eacute; nipoti di Paola.</font><br /><span></span><font>Qualcosa li accomuna, oltre a essere in un rapporto pi&ugrave; o meno stretto con noi?</font><br /><span></span><font>Erano gli anni &rsquo;90 quando, per la prima volta, pensammo che valesse la pena dialogare con alcuni nostri clienti un po&rsquo; speciali su temi a cavallo tra il commerciale e l&rsquo;esistenziale, e quando nel 2011 riprendemmo questa gioiosa abitudine (per noi &egrave; un piacere scrivere queste poche righe e assemblare una compilation di musica il pi&ugrave; possibile gradevole e stimolante), ci chiedemmo ovviamente a chi potevano interessare i nostri &ldquo;deliri di fine anno&rdquo;.</font><br /><span></span><font>Facemmo una scelta abbastanza ponderata, tralasciando &ndash; nel caso dei clienti &ndash; lo status di &ldquo;importante&rdquo; a vantaggio di un altro criterio. Quale?</font><br /><span></span><font>Ci chiedemmo: &ldquo;Chi, tra i nostri clienti del momento e i nostri amici personali, si sta facendo delle domande sul perch&eacute; delle cose? Chi, tra loro, potrebbe apprezzare un invito a smettere &ndash; almeno per un attimo &ndash; di farsi triturare dalla difficile quotidianit&agrave; di questi anni e a guardare la vita da una diversa prospettiva?&rdquo;</font><br /><span></span><font>Non tutti i prescelti della prima lista (una trentina di persone) apprezzarono, ovviamente; nessuno ci disse per&ograve; che eravamo &ldquo;fuori di testa&rdquo;, e allora proseguimmo, aggiornando ogni anno la lista delle &ldquo;vittime&rdquo; fino ai sessanta circa attuali.</font><br /><span></span><font>Perch&eacute; questa lunga premessa? Perch&eacute; quest&rsquo;anno vorremmo affrontare direttamente la domanda delle domande: questa esistenza che conduciamo su questo pianeta ha davvero un senso?</font><br /><span></span></div>  <div class="paragraph" style="text-align:center;">...</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.ilsegnavento.it/uploads/1/3/0/6/130673351/img-0232_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div class="wsite-spacer" style="height:50px;"></div>  <div class="paragraph" style="text-align:center;">...</div>  <div class="paragraph"><font>&Egrave; una questione su cui si sono interrogati, durante secoli e millenni, fior di pensatori, filosofi, religiosi, scienziati, con risultati di vario tipo e valore, ma &hellip; esiste davvero una risposta?</font><br /><font>La nostra &ldquo;diversa prospettiva&rdquo; &egrave; che, invece di cercare tout-court una risposta, sia essenziale continuare a porsi domande, come per esempio:</font><ul><li><font>&Egrave; possibile che un essere cos&igrave; ipersofisticato come l&rsquo;essere umano (in cui avvengono, per esempio, migliaia e migliaia di scambi chimici a ogni istante senza che lui debba minimamente gestirli) sia venuto al mondo senza essere stato dettagliatamente progettato?</font></li><li><font>Tanto ultramillenario e supercoordinato impegno evolutivo (dalla prima cellula all&rsquo;essere umano attuale) &egrave; finalizzato solo alle semplici funzioni biologiche, cio&egrave; nascere, crescere, procreare, ammalarsi e morire?</font></li><li><font>Potrebbe essere l&rsquo;evoluzione della coscienza che guida i fenomeni della vita?</font></li><li><font>E se s&igrave;, verso dove?</font></li></ul> <font>Vi &egrave; venuto mal di testa? O un senso di nausea da viaggio? Vi sentite persi nell&rsquo;immensit&agrave; delle galassie dello spazio e del tempo?</font><br /><font>Eppure, ogni giorno, lo strumento ipersofisticato che tutti noi siamo riinizia a funzionare (in realt&agrave; non ha mai smesso, nemmeno durante la notte e il sonno del corpo) e indirizza la sua coscienza verso la soluzione dei vari problemi che incontriamo lungo la via &hellip;</font><br /><font>Non avete mai l&rsquo;impressione di essere dei criceti che corrono in una gabbia, cercando da un lato di sfuggire a una prigione ma mantenendola nel contempo in essere con il vostro correre?</font><br /><font>Scriviamo a voi perch&eacute; pensiamo che, almeno una volta nella vita, questa &ldquo;sensazione del criceto&rdquo; l&rsquo;abbiate provata, ed ecco allora un&rsquo;altra serie di domande:</font><ul><li><font>Ammesso che esista davvero una gabbia, qualcuno la dirige e la controlla?</font></li><li><font>Ancora pi&ugrave; importante: c&rsquo;&egrave; modo di uscirne?</font></li><li><font>E in tal caso, dove si trova la via d&rsquo;uscita?</font></li></ul> <font>Non siete e non siamo certamente i primi che si sono posti queste domande, ma forse &egrave; ora di tentare, ribadiamo tentare, qualche risposta.</font><br /><font>Nei secoli (forse nei millenni) molti hanno consumato buona parte della loro vita a cercare di identificare chi dirige e controlla la gabbia, e poi a combatterlo. A prescindere dal fatto che in genere non hanno fatto individualmente una gran bella fine, la gabbia purtroppo non &egrave; scomparsa, al limite &egrave; diventata pi&ugrave; sofisticata, come ciascuno di noi pu&ograve; verificare ogni giorno.</font><br /><font>Chi invece ha tralasciato il tentativo di cercare e combattere i cosiddetti &ldquo;responsabili&rdquo; e si &egrave; concentrato sulla via d&rsquo;uscita ha dovuto guardare il mondo e la vita da un&rsquo;altra prospettiva, cercando dentro di s&eacute; quello che non trovava fuori di s&eacute;.</font><br /><font>Stiamo parlando qui di un percorso basato sulla &ldquo;conoscenza di s&eacute;&rdquo;, dei propri autentici valori, delle proprie vere intenzioni, dei moventi che ispirano le nostre azioni quotidiane, dalle pi&ugrave; importanti alle pi&ugrave; semplici e apparentemente banali.</font><br /><font>Si tratta senza dubbio di un cammino di evoluzione della coscienza, e allora &ndash; guarda un po&rsquo; &ndash; ci ritroviamo a dare una delle (possibili) risposte a una delle &ldquo;domande da mal di testa&rdquo; che abbiamo posto sopra: potrebbe essere l&rsquo;evoluzione della coscienza che guida i fenomeni della vita?</font><br /><font>Nel corso di una vita, un bambino cresce fisicamente fino allo stato adulto, e nel contempo la sua coscienza fa altrettanto, fino a un&rsquo;auspicabile &ndash; ma purtroppo sovente non realizzata &ndash; maturit&agrave; di pensiero.</font><br /><font>E se la storia dell&rsquo;evoluzione dell&rsquo;essere umano attraverso i millenni avesse lo stesso senso?</font><br /><font>Se, come i primi organismi unicellulari sono evoluti materialmente fino all&rsquo;ipersofisticato essere umano attuale, anche la coscienza dovesse seguire un percorso evolutivo, dalla pi&ugrave; grezza fino alla pi&ugrave; complessa e penetrante percezione della realt&agrave;?</font><br /><font>S&igrave;, a noi piace pensare che l&rsquo;essere umano sia uno straordinario progetto ancora incompiuto, e che il suo avanzare verso il compimento attraverso l&rsquo;evoluzione della coscienza sia l&rsquo;UNICA possibilit&agrave; che questo mondo disastrato ha per ritrovare una sua armonia, un suo equilibrio dinamico, un suo &ldquo;perch&eacute;&rdquo; e &ndash; soprattutto &ndash; un suo &ldquo;affinch&eacute;&rdquo;, un fine nobile e alto.</font><br /><font>Ed eccoci all&rsquo;ultima domanda: come fare, in concreto, tutti i giorni?</font><br /><font>Parliamone.</font><br /><font>Come vedete, questa volta non abbiamo detto nulla sul commercio o sulla situazione sociale (&ldquo;La situazione italiana &egrave; grave, ma non &egrave; seria&rdquo; scrisse Ennio Flaiano pi&ugrave; di cinquant&rsquo;anni fa).</font><br /><font>Da parte nostra, vi auguriamo di poter passare qualche giorno sereno e (pro)positivo, non importa se soli o in compagnia: quello che conta veramente, ci&ograve; che vi &egrave; di pi&ugrave; onorevole, &egrave; essere davvero &ldquo;alla presenza di noi stessi&rdquo;.</font></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Lettera fine anno 2018]]></title><link><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2018]]></link><comments><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2018#comments]]></comments><pubDate>Sun, 30 Dec 2018 23:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2018</guid><description><![CDATA[Qualche giorno fa ci &egrave; tornata in mente la meravigliosa lettera* che Seathl, il capo dei Duwamish, scrisse al Franklin Pierce, presidente degli Stati Uniti, che gli chiedeva di poter acquistare la terra occupata dalla sua trib&ugrave;. Probabilmente la conoscete gi&agrave;, ve ne sono diverse versioni che girano sul web da parecchi anni, ma in ogni caso abbiamo pensato di farvene dono (la trovate alla fine di questo testo), poich&eacute; i semplici princ&igrave;pi di vita che essa mostra  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><font>Qualche giorno fa ci &egrave; tornata in mente la meravigliosa lettera</font><font>*</font><font> che Seathl, il capo dei Duwamish, scrisse al Franklin Pierce, presidente degli Stati Uniti, che gli chiedeva di poter acquistare la terra occupata dalla sua trib&ugrave;. Probabilmente la conoscete gi&agrave;, ve ne sono diverse versioni che girano sul web da parecchi anni, ma in ogni caso abbiamo pensato di farvene dono (la trovate alla fine di questo testo), poich&eacute; i semplici princ&igrave;pi di vita che essa mostra attraversano le epoche con immutato valore.</font><br /><font><em>&laquo;Come potete chiedermi di vendervi la terra, non &egrave; mica mia!&raquo;</em></font><font>, dice in sostanza Seathl, e alla luce di questo semplice principio tutte le quotidiane (e sterili) discussioni su etnie, confini, diritti nazionali, etc diventano una grottesca rappresentazione di quanto il nostro attuale modo di vivere sia ormai del tutto scollegato dal senso originario delle cose, dal perch&eacute; esiste questa terra e da come dovremmo trattarla, visto che &ndash; nonostante quello che crediamo &ndash; non ne abbiamo la propriet&agrave;, ma la custodia s&igrave;. </font><font><em>&laquo;Se vi vendiamo la nostra terra amatela come noi l&rsquo;abbiamo amata. Abbiatene cura, come abbiamo fatto noi. Ricordatevi sempre come essa era quando la riceveste. E con tutta la forza, con tutta la vostra intelligenza, con tutto il vostro cuore proteggetela per i vostri figli&raquo;. </em></font><font>Eh, caro Seathl, le cose sono andate un po&rsquo; diversamente &hellip;<br />&#8203;</font><br /><font>Perch&eacute; questa lunga premessa?</font></div>  <div class="paragraph" style="text-align:center;">...</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.ilsegnavento.it/uploads/1/3/0/6/130673351/img-0233_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div class="wsite-spacer" style="height:50px;"></div>  <div class="paragraph" style="text-align:center;">...</div>  <div class="paragraph"><font>Perch&eacute; ogni giorno, guardandoci intorno e osservando cosa sta accadendo nel mondo, ci sembra sempre pi&ugrave; evidente la deriva inarrestabile di questa civilt&agrave; verso una barbarie diffusa e ormai incontrollabile: non si vede alcun settore dell&rsquo;esistenza che stia evolvendo verso qualche soluzione positiva, i nodi che nel tempo gli esseri umani hanno creato non solo stanno &ldquo;venendo al pettine&rdquo; ma si sono nel frattempo trasformati in gomitoli arruffati e inestricabili &hellip;</font><br /><font>Il mondo del commercio &ndash; che &egrave; il nostro luogo di intervento diretto e quindi il nostro osservatorio privilegiato &ndash; &egrave; un esempio evidente di questa deriva, ma anche tutto il resto della societ&agrave; sta accumulando problemi a problemi, senza riuscire di fatto a risolverne mai nessuno.</font><br /><font>Ci sarebbe da lasciarsi andare allo scoramento, e comprendiamo bene i tanti che lo stanno facendo, che non vedono futuro, che temono per la sopravvivenza della loro realt&agrave;, personale o commerciale. </font><font><em>&laquo;Quando succedono certe cose </em></font><font>&ndash; quando non si rispettano certi princ&igrave;pi &ndash; </font><font><em>&egrave; la fine della vita e l&rsquo;inizio della sopravvivenza&raquo;, </em></font><font>diceva Seathl pi&ugrave; di un secolo fa, ed &egrave; normale pensare che, quando ne succedono certe altre, anche la sopravvivenza &egrave; messa in discussione &hellip;</font><br /><font>Ma questo non &egrave; il nostro modo di vivere e di affrontare le cose, per cui Paola ed io vorremmo cercare di mostrare una diversa prospettiva da cui osservarle.</font><br /><font>Qualcuno sostiene che questa civilt&agrave;, questa struttura sociale fondamentalmente capitalistica, &egrave; andata oltre il &ldquo;punto di non-ritorno&rdquo;, che &egrave; totalmente compromessa e non pu&ograve; pi&ugrave; essere risistemata, riaggiustata, risanata, come se fossimo ormai all&rsquo;interno di un circolo vizioso, dove qualunque soluzione di un problema ne genera inevitabilmente un altro, talvolta &ndash; per non dire sovente &ndash; ancora pi&ugrave; grave. E che bisognerebbe &ldquo;ripensare&rdquo; il mondo, reinventarlo, ricrearlo.</font><br /><font>Ricreare il mondo &hellip; Ullall&agrave;, niente di meno!</font><br /><font>Eppure &hellip;</font><br /><font>Quando pensiamo al &ldquo;mondo&rdquo; ci viene forse in mente una cosa grandissima, l&rsquo;universo, il sistema solare, il nostro pianeta, cose cos&igrave; &hellip; Il sostantivo &ldquo;mondo&rdquo; per&ograve; ha molteplici significati, alcuni dei quali hanno a che vedere con le relazioni umane, l&rsquo;ambiente in cui si vive, i valori e le idee in cui si crede &hellip;</font><br /><font>Ora, noi tutti abbiamo consolidato nel tempo degli schemi comportamentali, basati su dei valori morali, sulla nostra comprensione della realt&agrave;, sul nostro approccio emozionale alle situazioni, sui nostri timori, sui nostri sogni &hellip; e questi schemi fanno da sottofondo a tante cose estremamente concrete della nostra vita quotidiana: il modo in cui ci rapportiamo con gli altri, con l&rsquo;ambiente in cui viviamo e lavoriamo; come gestiamo le situazioni di conflitto; la nostra capacit&agrave; di realizzare gli obiettivi &hellip;</font><br /><font>Siamo portati a pensare che questi schemi siano di fatto &ldquo;il nostro carattere&rdquo;, ci&ograve; che vi &egrave; di pi&ugrave; personale, individuale, ci&ograve; che ci contraddistingue, come se ci&ograve; che </font><font><em>facciamo</em></font><font> fosse ci&ograve; che </font><font><em>siamo</em></font><font>. Ma le cose non stanno proprio cos&igrave;, secondo noi.</font><br /><font>Se chiedete a un avvocato chi &egrave;, vi dir&agrave; sicuramente che lui </font><font><em>&egrave;</em></font><font> un avvocato, mentre un operaio vi dir&agrave; invece, con buona probabilit&agrave;, che lui </font><font><em>fa </em></font><font>l&rsquo;operaio, e a ragione, poich&eacute; noi siamo senza dubbio innanzitutto esseri umani che fanno poi un certo lavoro per guadagnarsi da vivere. Questo stato confusionale sull&rsquo;identit&agrave; sta facendo danni, e lo si vede per esempio nel fatto che molte persone oggi, nel momento in cui perdono il lavoro o anche semplicemente lo vedono minacciato, cadono in depressione, come se avessero perso il diritto all&rsquo;esistenza.</font><br /><font>E noi, amici, dove ci troviamo rispetto a questo? Siamo consapevoli di questo &ldquo;inganno esistenziale&rdquo;? Riusciamo a contenerne i danni, nella nostra vita di tutti i giorni? O ne veniamo travolti, sommersi, come tanti altri esseri umani? Siamo (almeno un po&rsquo;) padroni di noi stessi?</font><br /><font>Poich&eacute; per poter ricreare il mondo, per avere la capacit&agrave; di reimmaginarlo, di ripensarlo, bisogna partire da se stessi, dal </font><font><em>proprio </em></font><font>mondo, da quell&rsquo;</font><font><em>universo a forma di persona</em></font><font> che ciascuno di noi &egrave;.</font><br /><font>Se riusciamo a &ldquo;ripensare&rdquo;, a ri-creare il rapporto con noi stessi, se ritroviamo una buona armonia interna tra i tanti aspetti che modellano e caratterizzano il nostro stato di Esseri Umani, allora non sar&agrave; cos&igrave; difficile trasformare armonicamente il nostro modo di relazionarci con il nostro partner, con la nostra famiglia, con l&rsquo;ambiente di lavoro, con tutte le persone conosciute o sconosciute con cui entriamo ogni giorno in contatto. In realt&agrave;, ogni persona &egrave; un mistero (noi stessi siamo un mistero, anche al nostro sguardo) e se la avviciniamo con curiosit&agrave; e senza pregiudizi, ci mostra talvolta di s&eacute; cose del tutto inaspettate, talvolta molto interessanti.</font><br /><font>Questo lavoro con noi stessi, bench&eacute; immateriale, ha importanti riflessi nella realt&agrave; materiale, poich&eacute; si basa su energie sottili (ma non per questo meno concrete) che vibrano e irradiano da noi: e a poco a poco vedremo che il mondo intorno a noi inevitabilmente cambier&agrave;, e con esso la nostra vita, o perlomeno il modo in cui la vivremo.</font><br /><font>Alcuni anni fa Gandhi esortava: &laquo;Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo!&raquo;. &Egrave; semplice, in fondo, cos&igrave; semplice che non ci viene naturale pensarci. &Egrave; qualcosa di profondamente magico, nel senso pi&ugrave; antico e nobile del termine, la &ldquo;Magia dell&rsquo;Essere&rdquo;, patrimonio e potenzialit&agrave; di ciascun essere umano fin dall&rsquo;inizio del tempo, del suo tempo.</font><br /><font>Semplice, certamente non facile, tuttavia possibile.</font><br /><font>Noi lo stiamo facendo.</font><br /><br /><font size="2"><font>*</font><font color="#333333"><font><em>Nel 1854 il presidente degli Stati Uniti Franklin Pierce offr&igrave; di acquistare una parte del territorio dei nativi americani e promise di istituirvi una "riserva" per loro.</em></font></font><br /><font color="#333333"><font><em>Ecco la risposta di Seathl, capo della trib&ugrave; </em></font></font><font><em>Duwamish.</em></font></font><br /><em><font size="2"><font>Il grande capo di Washington ci informa che desidera comprare la nostra terra. Il grande capo ci ha anche assicurato circa la sua amicizia e benevolenza nei nostri confronti. Questo &egrave; gentile da parte sua, perch&eacute; sappiamo che non necessita della nostra amicizia. Per&ograve; rifletteremo sulla sua offerta, perch&eacute; sappiamo che, se non lo facciamo, l&rsquo;uomo bianco verr&agrave; con le armi e si prender&agrave; la nostra terra.</font><br /><font>Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L&rsquo;idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell&rsquo;aria, lo scintillio dell&rsquo;acqua, come potete voi acquistarli?</font><br /><font>Ogni parte di questa terra &egrave; sacra per il mio popolo</font><font>. Ogni ago lucente di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma di boschi ombrosi, ogni radura e ogni ronzio di insetti &egrave; sacro nel ricordo e nell&rsquo;esperienza del mio popolo. I morti dell&rsquo;uomo bianco dimenticano il loro paese natale quando vanno a passeggiare tra le stelle. I nostri morti non dimenticano mai la nostra terra meravigliosa, perch&eacute; essa &egrave; nostra madre. I fiori profumati sono nostri fratelli; il cervo, il cavallo, la grande aquila sono nostri fratelli; le coste rocciose, il verde dei prati, il calore dei pony appartengono tutti alla stessa famiglia. Per questo, quando </font><font>il grande capo bianco di Washington </font><font>ci manda a dire che vuole acquistare la nostra terra, ci chiede una grossa parte di noi.</font><br /><font>Egli dice che ci riserver&agrave; uno spazio per muoverci, affinch&eacute; potremo vivere comodamente tra di noi. Prenderemo dunque in considerazione la vostra offerta, ma non sar&agrave; facile accettarla. </font><font>Il nostro modo di pensare &egrave; diverso dal vostro. Q</font><font>uest&rsquo;acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non &egrave; solamente acqua, per noi &egrave; qualcosa di immensamente pi&ugrave; importante: &egrave; il sangue dei nostri antenati. </font><font>Ogni riflesso dei laghi parla di avvenimenti e di ricordi della vita della mia gente</font><font>.</font><br /><font>Sappiamo che l&rsquo;uomo bianco non comprende i nostri costumi: per lui un pezzo di terra &egrave; uguale all&rsquo;altro, perch&eacute; egli prende dalla terra quello di cui ha bisogno e dopo la abbandona. Tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come se fossero semplicemente delle cose da acquistare, prendere e vendere. La sua bramosia divorer&agrave; tutta la terra e a lui non rester&agrave; nulla, solo il deserto.</font><br /><font>Nella citt&agrave; dell&rsquo;uomo bianco non esiste un posto tranquillo, non esiste un luogo per udire le gemme schiudersi in primavera o ascoltare il fruscio delle ali di un insetto. Ma forse penso questo perch&eacute; io sono un selvaggio e non posso comprendere. Ma che gusto c&rsquo;&egrave; a vivere se l&rsquo;uomo non pu&ograve; ascoltare il suono dolce del vento o il fruscio delle fronde del pino profumato?</font> <font>L&rsquo;aria &egrave; preziosa </font><font>per l&rsquo;uomo rosso, giacch&eacute; tutte le cose respirano la stessa aria. L&rsquo;uomo bianco non sembra far caso all&rsquo;aria che respira.</font><br /><font>Ma se vi cediamo le nostre terre porr&ograve; una condizione: l&rsquo;uomo bianco dovr&agrave; rispettare gli animali che vivono in questa terra come se fossero suoi fratelli. Io sono un selvaggio e non conosco altro modo di vivere. Ho visto un migliaio di bisonti imputridire sulla prateria, abbandonati dall&rsquo;uomo bianco dopo che erano stati abbattuti da un treno in corsa, quando noi li uccidiamo solo per sopravvivere. </font><font>Cosa &egrave; l&rsquo;uomo senza gli animali</font><font>? Se tutti gli animali sparissero, l&rsquo;uomo morirebbe in una grande solitudine. Poich&eacute; ci&ograve; che accade agli animali prima o poi accade all&rsquo;uomo. Tutte le cose sono legate tra loro.</font><br /><font>Dovete insegnare ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri: la terra &egrave; la madre di tutti noi. Tutto ci&ograve; che di buono arriva dalla terra arriva anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi. Noi sappiamo questo: n</font><font>on &egrave; la terra che appartiene all&rsquo;uomo, ma &egrave; l&rsquo;uomo che appartiene alla terra</font><font>. </font><font>Tutto ci&ograve; che si fa per la terra lo si fa per i propri figli. </font><font>Non &egrave; l&rsquo;uomo che ha tessuto la trama della vita: egli ne ha soltanto il filo.</font><font> Tutto ci&ograve; che egli fa alla trama lo fa a se stesso.</font><br /><font>Se vi vendiamo la nostra terra amatela come noi l&rsquo;abbiamo amata. Abbiatene cura, come abbiamo fatto noi. Ricordatevi sempre come essa era quando la riceveste. E con tutta la forza, con tutta la vostra intelligenza, con tutto il vostro cuore proteggetela per i vostri figli.</font><br /><font>C'&egrave; una cosa che noi sappiamo: il nostro Dio &egrave; lo stesso vostro Dio. Egli &egrave; il Dio dell'uomo e la sua piet&agrave; &egrave; uguale per tutti: tanto per l'uomo bianco quanto per l'uomo rosso. Questa terra per lui &egrave; preziosa. Se sparisce il bosco, se scompare l'aquila, &egrave; la fine della vita e l'inizio della sopravvivenza.</font></font></em><br /></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Lettera fine anno 2017]]></title><link><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2017]]></link><comments><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2017#comments]]></comments><pubDate>Sat, 30 Dec 2017 23:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2017</guid><description><![CDATA[Che anno &egrave; stato questo 2017, amici? Non &egrave; facile dirlo, vero? C&rsquo;&egrave; stata tanta confusione, questo s&igrave;, cose contraddittorie, segnali incerti, falsi movimenti, svolte inattese &hellip; non &egrave; semplice trovare una &ldquo;cifra&rdquo; che lo identifichi. Ma noi ci proveremo lo stesso, in questa nostra chiacchierata di fine anno, raccontando quello che dal nostro punto di osservazione si &egrave; percepito pi&ugrave; o meno chiaramente.Secondo noi sono stati du [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><font>Che anno &egrave; stato questo 2017, amici? Non &egrave; facile dirlo, vero? C&rsquo;&egrave; stata tanta confusione, questo s&igrave;, cose contraddittorie, segnali incerti, falsi movimenti, svolte inattese &hellip; non &egrave; semplice trovare una &ldquo;cifra&rdquo; che lo identifichi. Ma noi ci proveremo lo stesso, in questa nostra chiacchierata di fine anno, raccontando quello che dal nostro punto di osservazione si &egrave; percepito pi&ugrave; o meno chiaramente.</font><br /><span></span><font>Secondo noi sono stati due i segnali pi&ugrave; nitidi che hanno contraddistinto l&rsquo;anno che sta finendo. Uno &egrave; che sono scoppiati ovunque un numero esagerato di conflitti, a tutti i livelli: la situazione internazionale mostra pi&ugrave; o meno ovunque un netto inasprimento degli schieramenti contrapposti (con addirittura minacce di guerra nucleare, pensa un po&rsquo; che astuzia!), il diffondersi di nuovi impressionanti episodi da vita quotidiana della guerra religiosa tra la frangia intollerante dell&rsquo;Islam e la cultura occidentale (come ti difendi da un furgone che ti viene improvvisamente addosso?), l&rsquo;erezione di nuovi muri sui confini nazionali (chi vuole i migranti?), lo sfaldarsi delle unit&agrave; internazionali (vedi Brexit) e nazionali (Catalogna)&hellip; mentre su ci&ograve; che sta accadendo in Italia &egrave; meglio stendere un velo pietoso, o forse solo pudico, dato si passa il tempo in beghe da cortile anzich&eacute; &hellip; appunto, lasciamo stare.<br />&#8203;Guardando il nostro piccolo ambito quotidiano e commerciale, abbiamo visto moltiplicarsi a dismisura le problematiche tra negozianti e aziende, talvolta in modo esasperato e intollerante, sovente per delle cose in fondo piuttosto banali, senza alcuna voglia di comprendere le altrui esigenze, anche solo l&rsquo;altrui realt&agrave;.</font><br /><span></span></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.ilsegnavento.it/uploads/1/3/0/6/130673351/lettera2017_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div class="paragraph"><font>Agli inizi del &lsquo;500, dunque circa cinquecento anni fa, Copernico metteva ufficialmente in discussione il sistema tolemaico, che sosteneva che la Terra fosse al centro dell&rsquo;universo e che tutti gli astri le girassero intorno, mostrando con i suoi calcoli astronomici e matematici che era in realt&agrave; il Sole al centro del sistema e che tutti i pianeti, Terra compresa, gli orbitavano intorno. Questa scoperta scientifica fatic&ograve; molto inizialmente a imporsi, a causa di credenze e superstizioni pseudoreligiose, ma segn&ograve; infine &ldquo;un prima e un dopo&rdquo; nella storia dell&rsquo;umanit&agrave;, come tutti abbiamo appreso a scuola in giovent&ugrave;. Tuttavia &hellip; siamo proprio sicuri di aver capito bene cosa significa?</font><br /><span></span><font>C&rsquo;&egrave; davvero differenza tra il guardare il cielo stellato pensando orgogliosamente di essere al centro dell&rsquo;universo e l&rsquo;affrontare ogni relazione con gli altri esseri umani facendo riferimento solo al proprio personale interesse? Perch&eacute; &egrave; questo che sta accadendo, alle persone come alle nazioni!</font><br /><span></span><font>Ci siamo dimenticati che, esattamente come la Terra fa parte del sistema solare, anche noi siamo TUTTI parte di qualcosa &hellip; E come la pi&ugrave; piccola anomalia nell&rsquo;orbita di uno qualsiasi dei pianeti si ripercuote inesorabilmente su tutto il sistema solare, cos&igrave; anche noi siamo di fatto responsabili di ci&ograve; che accade negli organismi di cui facciamo parte &hellip; anche se non ce ne rendiamo conto!</font><br /><span></span><font>Noi tendiamo a porci costantemente al centro del mondo, abituati a vedere le cose in modo ego-centrico &ndash; &ldquo;questo mi piace e quello non mi piace&rdquo;, &ldquo;questo mi conviene e quello non mi conviene&rdquo; &ndash; e non ci accorgiamo che, oggi pi&ugrave; che mai, ci&ograve; che favorisce eventualmente noi ma danneggia un membro della nostra famiglia, del nostro ambiente di lavoro, della squadra sportiva o del gruppo di amici di cui forse facciamo parte, si ripercuote prima o poi anche su di noi &hellip; annullando i benefici ottenuti e generando una reazione a catena di eventi incontrollabili e sovente funesti. Se fossimo pi&ugrave; frequentemente consapevoli di essere semplicemente un pianeta che partecipa a un sistema &ndash; come in realt&agrave; &egrave; &ndash; il nostro agire cambierebbe sensibilmente &hellip;</font><br /><span></span><font>Per le nazioni accade lo stesso: per esempio, l&rsquo;Europa ha depredato per secoli l&rsquo;Africa delle sue ricchezze in modo sistematico, esasperato e unilaterale, senza lasciare agli africani nulla in cambio, e ora ci si stupisce che essi vengano qui a reclamare una possibilit&agrave; di esistenza, che in fondo sarebbe solo una piccolissima parte di tali ricchezze &hellip; Gli Israeliani hanno combattuto duramente, settant&rsquo;anni fa, per garantirsi un lembo di terra su cui vivere, ma oggi lo negano ai Palestinesi &hellip; Qualcuno (non scriveremo il suo nome, non merita nemmeno questo) abolisce la partecipazione degli Usa al controllo e ripristino della situazione climatica e, dopo pochi mesi, sulle terre da lui governate si abbattono i cicloni pi&ugrave; spaventosi di sempre &hellip; Tutto va e viene, il respiro dell&rsquo;universo supera ogni ostacolo, riportando sempre i frutti delle azioni umane con precisione assoluta, basta aspettare il tempo necessario.</font><br /><span></span><font>Perch&eacute; nessuno sembra rendersi conto che &ldquo;siamo tutti sulla stessa barca&rdquo;? Ciascuno di noi &egrave; a stretto contatto ogni giorno con molti suoi simili ed &egrave; veramente responsabile di ci&ograve; che irradia intorno a s&eacute;, ogni essere umano &egrave; contagioso e contagiabile.</font><br /><span></span><font>Nessuno non &egrave; un termine adatto, in realt&agrave; qualcuno c&rsquo;&egrave;. &Egrave; per questo che, oltre al solito cd di musica varia che abbiamo messo insieme per questa occasione (tutta roba vecchia, &egrave; una compilation &ldquo;vintage&rdquo;, quest&rsquo;anno &egrave; venuta cos&igrave; &hellip;) vi porgiamo quello che a noi sembra un autentico gioiello: si tratta di &ldquo;Human&rdquo;, un documentario in tre parti costruito da uno straordinario fotografo-giornalista francese, Yann Arthus-Bertrand, in cui a immagini aeree di grande suggestione si alternano le testimonianze di pi&ugrave; di un centinaio di uomini e donne provenienti da tutto il mondo sui temi fondamentali dell&rsquo;esistenza umana.<br />&#8203;Dicevamo all&rsquo;inizio che i segnali che abbiamo percepito nel 2017 erano due, e ora cercheremo di spiegare qualcosa di abbastanza inspiegabile: osservando la vita di alcuni di noi, &egrave; netta l&rsquo;impressione che questo sia stato l&rsquo;anno in cui ci si struttura in vista di &hellip; ecco, &egrave; qui l&rsquo;inspiegabile &hellip; in vista di qualcosa che sembra dover accadere in un prossimo futuro ma che nessuna delle persone coinvolte sa esattamente cos&rsquo;&egrave;. Cambiamenti di case, scelte lavorative, assestamenti sentimentali, tutto sembra portare &ndash; per queste persone, che non sono poche in verit&agrave; &ndash; a una situazione tipo &ldquo;pronti a partire per &hellip;&rdquo;<br />Ma per dove? Beh, questo solo i prossimi anni ce lo diranno, amici! Per&ograve; &hellip; forse vale la pena di dare una spolverata ai nostri sogni, quelli che abbiamo riposto in soffitta come aggeggi obsoleti e ormai inutili, perch&eacute; forse, in questi anni cos&igrave; strani, per alcuni di noi &ndash; pochi o molti chi lo sa! &ndash; si stanno per aprire delle finestre inaspettate verso un&rsquo;esistenza pi&ugrave; &ldquo;nostra&rdquo;. Niente di clamoroso, probabilmente, magari sar&agrave; solo uno spostarsi di accenti, piccoli cambiamenti invisibili a chi ci osserva dall&rsquo;esterno, ma in fondo la cosa essenziale nella vita &egrave; sentire che quello che stiamo facendo ogni giorno ci rappresenta, almeno in parte, arrivando a percepire dentro di noi, sullo sfondo del nostro stato d&rsquo;essere, la grande dignit&agrave; fondamentale dell&rsquo;esistenza umana &hellip; e forse, talvolta, in brevi attimi, il senso profondo della nostra presenza qui, su questa Terra, e la nostra unit&agrave; con il Tutto.</font><br /><span></span></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Lettera fine anno 2016]]></title><link><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2016]]></link><comments><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2016#comments]]></comments><pubDate>Fri, 30 Dec 2016 23:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2016</guid><description><![CDATA[Qualche tempo fa, durante una conversazione piuttosto interessante intorno alla situazione della nostra societ&agrave;, un nostro amico ci ha detto: &laquo;Serve a poco, oggi, cercare nuove risposte a vecchie domande. &Egrave; necessario porsi nuove domande!&raquo;.Care amiche e cari amici, quest&rsquo;anno cominciamo dalla fine, cio&egrave; dal perch&eacute; nella busta che vi &egrave; arrivata ci sia un secondo cd, oltre a quello con la consueta compilation di musica varia. Anche questo second [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><font>Qualche tempo fa, durante una conversazione piuttosto interessante intorno alla situazione della nostra societ&agrave;, un nostro amico ci ha detto: &laquo;Serve a poco, oggi, cercare nuove risposte a vecchie domande. &Egrave; necessario porsi nuove domande!&raquo;.</font><br /><span></span><font>Care amiche e cari amici, quest&rsquo;anno cominciamo dalla fine, cio&egrave; dal perch&eacute; nella busta che vi &egrave; arrivata ci sia un secondo cd, oltre a quello con la consueta compilation di musica varia. Anche questo secondo cd contiene una compilation, ma si tratta di musica un po&rsquo; &ldquo;difficile&rdquo;, pezzi che non ha molto senso ascoltare mentre si sta facendo un&rsquo;altra cosa. Occorre sedersi in poltrona, o comunque comodi e rilassati, con un po&rsquo; di tempo a disposizione, poich&eacute; abbiamo scelto dei brani che in un certo senso rappresentano dei &ldquo;mondi&rdquo;, e in questi mondi occorre innanzitutto entrare, per poterli apprezzare. E per entrare in un mondo &hellip; ci va del tempo, del tempo dedicato.<br />&#8203;Perch&eacute; l&rsquo;abbiamo fatto? Come mai, in un momento in cui sarete indubbiamente molto indaffarati e a corto di tempo, vi inviamo qualcosa che ha invece bisogno proprio di &ldquo;tempo libero&rdquo; e di calma?</font><br /><span></span></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.ilsegnavento.it/uploads/1/3/0/6/130673351/lettera-2016_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='517494638581692448-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div class="paragraph"><font>Durante questi anni, in occasione del nostro contatto di fine anno, ci siamo soffermati a riflettere insieme su dei temi che giravano principalmente intorno al denaro e alla sua gestione, a come giorno dopo giorno le preoccupazioni economiche e finanziarie hanno invaso le nostre vite, ci hanno fatti sentire impoveriti, ci hanno costretti a subordinare loro il nostro tempo e talvolta la nostra salute &hellip; Bene, vorremmo tentare quest&rsquo;anno di non parlare per nulla del denaro, vorremmo fare uno sforzo per negare la sua importanza &ldquo;essenziale&rdquo;, poich&eacute; secondo noi le cose veramente essenziali nella vita sono altre.<br />&#8203;Per esempio il tempo.</font><br /><font>&laquo;Non ho pi&ugrave; tempo!&raquo;, quante volte ci siamo ritrovati a dirlo, ultimamente? Ed &egrave; vero, perbacco, non abbiamo pi&ugrave; del &ldquo;tempo vuoto&rdquo;, del tempo da dedicare a noi stessi, o ne abbiamo pochissimo, in genere quando siamo ormai stanchi, esauriti. Che fine ha fatto, il tempo? Qualcuno se lo &egrave; portato via?</font><br /><font>Quasi cinquant&rsquo;anni fa Michael Ende pubblicava &ldquo;Momo&rdquo;, un libro piuttosto profetico dove degli immaginari Uomini Grigi rubavano letteralmente il tempo degli esseri umani (le loro &ldquo;ore-fiore&rdquo;), mostrando la presunta inutilit&agrave; del tempo libero e spensierato e promettendo che, se avessero seguito i loro consigli, avrebbero potuto &ldquo;monetizzare&rdquo; tutto il loro tempo. Nel libro Momo riusciva, grazie all&rsquo;alleanza con Mastro Hora, il Signore del Tempo, a sconfiggere gli Uomini Grigi, ma se guardiamo le nostre vite, nella realt&agrave; hanno senza dubbio vinto loro, gli Uomini Grigi!</font><br /><font>La responsabilit&agrave; per&ograve; &egrave; nostra, siamo noi che (come la rana-che-fin&igrave;-cotta-senza-accorgersene) abbiamo lasciato che la &ldquo;scala di priorit&agrave;&rdquo; della nostra esistenza si modificasse sempre di pi&ugrave;, fino a mettere il denaro, o quantomeno il lavoro, in cima a tutto.</font><br /><font>Quando eravamo bambini non era cos&igrave;, non avremmo mai pensato che tutta la nostra vita &ndash; lo spazio, cio&egrave; il luogo dove passiamo la maggior parte della nostra giornata, e il tempo, gli orari a cui siamo assoggettati quotidianamente &ndash; avrebbe ruotato intorno al lavoro e al denaro. A quel tempo la nostra &ldquo;scala di priorit&agrave;&rdquo; era certamente un&rsquo;altra: ognuno aveva la sua, ma a nessuno di noi sarebbe venuto in mente, per esempio, di scegliere la casa dove vivere in base a dove c&rsquo;era il lavoro.</font><br /><font>L&rsquo;obiezione ovvia &egrave; che &ldquo;i bambini mica sanno cos&rsquo;&egrave; la vita&rdquo;, e quando si diventa adulti &egrave; normale cambiare prospettiva e fare scelte diverse. Obiezione accolta, vostro onore, ma solo in parte, poich&eacute; la priorit&agrave; suprema di tutti gli esseri umani &egrave; indubbiamente la felicit&agrave;, o perlomeno la ricerca della felicit&agrave;, e alzi la mano chi tra noi pu&ograve; dire di essere felice.</font><br /><font>Nessuna mano alzata? Ma allora c&rsquo;&egrave; qualcosa che non va! Proviamo ad andare a vedere cosa.</font><br /><font>Cos&rsquo;&egrave; la felicit&agrave;? Un ex professore di materie letterarie, che ha avuto un certo successo anche come cantautore, ha dato questa definizione: la felicit&agrave; &egrave; uno &ldquo;stato permanente di amore per la vita&rdquo;. Vi pare una definizione pertinente? A noi s&igrave;, per cui proseguiremo su questa traccia.</font><br /><font>Possiamo amare la vita che conduciamo? &Egrave; difficile, vero? Troppi problemi, troppa disarmonia, troppe tristezze, speranze deluse, sogni infranti, sofferenze nostre e di chi ci sta vicino &hellip; o l&rsquo;ingiustizia verso chi ci &egrave; fisicamente lontano ma che sentiamo in qualche modo uguale a noi &hellip; Siamo &ndash; noi e gli altri &ndash; coinvolti senza sosta in qualcosa di molto differente dalla vita che avremmo voluto vivere.<br />Ma che vita avremmo voluto vivere? Ecco una domanda interessante!<br />Qualcuno ricorda ancora quando, da bambino/a o da ragazzo/a, fantasticava su chi avrebbe voluto essere &ldquo;da grande&rdquo;? Lo abbiamo sicuramente fatto tutti, e poi ce ne siamo dimenticati, vero? La vita e le sue necessit&agrave; ci hanno travolti, o perlomeno fortemente indirizzati. Ma facciamo adesso uno sforzo e proviamo a tornare con la memoria a quei momenti: chi sognavamo di essere? che vita avremmo desiderato vivere?<br />C&rsquo;&egrave; una qualche traccia di quei sogni, di quei desideri, nella nostra vita attuale? Poich&eacute; &egrave; chiaro che un bambino o un ragazzo non sanno cos&rsquo;&egrave; la vita, non conoscono ancora le difficolt&agrave; dell&rsquo;esistere, la necessit&agrave; dei compromessi, etc etc &hellip; ma una traccia, una piccola traccia &egrave; rimasta?<br />Il &ldquo;Sogno&rdquo; e suo cugino il &ldquo;Desiderio&rdquo; sono i motori delle grandi imprese che sono state compiute nella storia dell&rsquo;umanit&agrave;, imprese che &ndash; viste razionalmente &ndash; rasentavano sovente la follia. Sono le storie di grandi personalit&agrave;, con cui noi, piccoli esseri umani fortemente imperfetti, facciamo fatica a rapportarci. Ma la &ldquo;dimensione del sogno&rdquo; e la &ldquo;dimensione del desiderio&rdquo; contengono ambedue un mistero, e questo mistero pu&ograve; essere approfondito, se non addirittura svelato.</font><br /><font>Ci sarebbero molte altre cose da dire sull&rsquo;argomento, ma ci siamo dilungati anche troppo per una letterina di auguri di fine anno. Se per&ograve; qualcuno di voi desiderasse approfondire, noi ne saremmo felicissimi, le nostre caselle di posta attendono i vostri commenti: emiliano.bonifetto@libero.it, paola.bonifetto@gmail.com.</font><br /><font>Vi lasciamo con una piccola storia attribuita al Buddha e i nostri migliori auguri di un 2017 il pi&ugrave; possibile consapevole e (quindi) felice!<br /></font><br /><font size="2"><font><em>Una donna vide due cani che entrarono, in momenti diversi, nella stessa stanza, ma uno ne usc&igrave; scodinzolando, l&rsquo;altro ringhiando. Incuriosita, entr&ograve; nella stanza per capire cosa rendesse felice l&rsquo;uno e infuriato l&lsquo;altro, e con grande sorpresa scopr&igrave; che la stanza era piena di specchi: il cane felice aveva trovato cento cani felici che lo guardavano, mentre il cane arrabbiato aveva visto cento cani arrabbiati che gli abbaiavano contro.</em></font><br /><font><em>Quello che vediamo nel mondo intorno a noi &egrave; un riflesso di quello che siamo. Ci&ograve; che siamo &egrave; un riflesso di quello che abbiamo pensato.</em></font></font></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Lettera fine anno 2015]]></title><link><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2015]]></link><comments><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2015#comments]]></comments><pubDate>Wed, 30 Dec 2015 23:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2015</guid><description><![CDATA[Alcuni anni fa, dopo aver visitato una mostra parigina su "L'America vista dall'Europa", Italo Calvino fece questo commento: "Scoprire il Nuovo Mondo era un'impresa ben difficile, come tutti sappiamo. Ma ancora pi&ugrave; difficile, una volta scoperto il Nuovo Mondo, era vederlo, capire che era nuovo, tutto nuovo, diverso da tutto ci&ograve; che ci si era sempre aspettati di trovare come nuovo. E la domanda che viene naturale di farsi &egrave;: se un Nuovo Mondo venisse scoperto ora, lo sapremmo [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><font>Alcuni anni fa, dopo aver visitato una mostra parigina su "L'America vista dall'Europa", Italo Calvino fece questo commento: "Scoprire il Nuovo Mondo era un'impresa ben difficile, come tutti sappiamo. Ma ancora pi&ugrave; difficile, una volta scoperto il Nuovo Mondo, era </font><font><em>vederlo</em></font><font>, capire che era </font><font><em>nuovo</em></font><font>, tutto </font><font><em>nuovo</em></font><font>, diverso da tutto ci&ograve; che ci si era sempre aspettati di trovare come </font><font><em>nuovo</em></font><font>. E la domanda che viene naturale di farsi &egrave;: se un Nuovo Mondo venisse scoperto ora, lo sapremmo </font><font><em>vedere</em></font><font>? Sapremmo scartare dalla nostra mente tutte le immagini che siamo abituati ad associare all'aspettativa di un mondo diverso (quelle della fantascienza, per esempio) per cogliere la diversit&agrave; vera che si presenterebbe ai nostri occhi?".<br /><br />Care amiche e cari amici, arrivati alla fine di questo 2015 possiamo forse tutti dire con cognizione di causa che &egrave; stato uno degli anni commercialmente pi&ugrave; faticosi e complessi tra quelli che possiamo ricordare. Abbiamo attraversato, negli ultimi anni, un periodo veramente oscuro e confuso, pieno di problemi, difficolt&agrave;, disordine &hellip; E vorremmo tutti vederne la fine, come si desidera un approdo tranquillo e sicuro dopo aver subito una lunga burrasca in mare.<br />&#8203;Purtroppo le onde ci hanno portato lontano dal nostro porto di partenza, forse non sappiamo neppure pi&ugrave; dov&rsquo;&egrave;, ammesso che esista ancora. In realt&agrave; la situazione non &egrave; pi&ugrave; veramente cos&igrave; drammatica, perlomeno per alcuni di noi, ma tutte le nostre imbarcazioni hanno subito danni, durante la traversata di questo ultimo lustro, e devono riparare in un porto al pi&ugrave; presto. Alcuni di noi dicono che c&rsquo;&egrave; &ldquo;terra in vista&rdquo;, ma &hellip; di quale terra si tratta?</font><br /><span></span></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.ilsegnavento.it/uploads/1/3/0/6/130673351/lettera20151_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div> 				<div id='121859366223465374-gallery' class='imageGallery' style='line-height: 0px; padding: 0; margin: 0'><span style='display: block; clear: both; height: 0px; overflow: hidden;'></span></div> 				<div style="height: 20px; overflow: hidden;"></div></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div class="paragraph"><font>Ecco il senso della citazione di Calvino esposta sopra, perch&eacute; &ndash; ora che la morsa della crisi si sta progressivamente allentando &ndash; &egrave; chiaro che il panorama commerciale che si dispiega davanti a noi non &egrave; pi&ugrave; quello che abbiamo lasciato alcuni anni fa, ma &hellip; qual &egrave;? Quali sono gli elementi determinanti, in questa nuova situazione ambientale? Intorno a cosa si concentra l&rsquo;interesse del pubblico? Cosa spinge una persona a spendere del denaro per un oggetto? Poich&eacute; il bisogno di gratificare se stessi con un acquisto esiste ancora, lo shopping &egrave; ancora un gustoso passatempo, oltre che una buona terapia per vari tipi di problematiche.</font><br /><font>Per cercare di rispondere a queste domande, soprattutto a quelle che concernono la scoperta del &ldquo;nuovo&rdquo;, &egrave; importante renderci conto che esse non sono legate</font><font> a un determinato periodo della storia. Gi&agrave; Socrate per esempio deve essersi interrogato sulla capacit&agrave; di essere veramente aperti a quello che ancora non conosciamo. Egli sosteneva infatti che &ldquo;la saggezza comincia con la meraviglia&rdquo;, quella capacit&agrave; di stupirsi cos&igrave; tipica dei bambini. E che sopravvive nell&rsquo;et&agrave; adulta solo se la nostra coscienza non si lascia rinchiudere in gabbia dalla memoria delle esperienze passate e osserva il mondo intorno a noi con uno sguardo e un ascolto veramente aperti, potremmo dire &ldquo;vergini&rdquo;.</font><br /><font>Dal nostro punto di osservazione, vi &egrave; una parola-chiave, una specie di parola magica, che contraddistingue molte interessanti nuove &ldquo;cose&rdquo; che stanno nascendo nel mondo. Questa parola &egrave; </font><font><em>condivisione</em></font><font>.</font><br /><font>In realt&agrave; sono ormai molti anni che la condivisione &egrave; divenuta il collante di tanti aspetti della nostra vita, forse senza che ne siamo veramente consapevoli. Pensate innanzitutto a quella che potremmo chiamare &ldquo;conoscenza condivisa&rdquo;, rappresentata dalle info e dalle immagini che possiamo reperire con un semplice click sul nostro computer, o a Facebook, dove milioni di persone si scambiano ogni giorno pensieri, info, sogni &hellip;</font><br /><font>Oppure alla nascita nel mondo di svariate situazioni di &ldquo;cohousing&rdquo;, </font><font color="#252525"><font>insediamenti abitativi pi&ugrave; o meno grandi composti da</font></font>&nbsp;a<font color="#00000a"><font>lloggi</font></font> <font color="#00000a"><font>privati</font></font> <font color="#252525"><font>corredati da ampi spazi</font></font> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Condominio"><font color="#00000a"><font>comuni</font></font></a><font color="#252525"><font> destinati all'uso collettivo, dove persone di estrazione e culture inizialmente differenti hanno trovato un modo per risolvere s&igrave; delle problematiche di natura economica, ma anche per mettere in comune risorse e competenze complementari, servizi organizzati in modo semplice e sostenibile, spazi per i ragazzi che crescono, locali per i momenti ludici &hellip;</font></font><br /><font color="#252525"><font>Sempre in tema abitativo, ecco il &ldquo;couchsurfing&rdquo;, un servizio che ha la finalit&agrave; di mettere in comunicazione persone disponibili a scambiarsi ospitalit&agrave; gratuita &hellip; </font></font><font>o l&rsquo;ormai famoso Airbnb, un portale che mette in contatto persone in ricerca di un </font><font color="#00000a"><font>alloggio</font></font> <font>o di una camera per brevi periodi con persone che dispongono uno spazio extra da</font> <font color="#00000a"><font>affittare</font></font><font>, una realt&agrave; che coinvolge ormai migliaia di citt&agrave; e che sta addirittura facendo mutare strategia a grandi gruppi alberghieri</font><font>.</font><br /><font>Un altro fenomeno estremamente interessante &egrave; BlaBlaCar, una start-up nata sulla scia di una semplice osservazione della realt&agrave; di Frederic Mazzella (&ldquo;ero in viaggio e vedevo troppe auto vuote&rdquo;): oggi si spostano con questo sistema tre milioni di persone al mese, e la societ&agrave; vale qualcosa come 1,6 miliardi di &euro;!</font><br /><font>E per restare a cose ancora pi&ugrave; semplici, da molti anni gli agricoltori riescono a sostenere certi costi produttivi solo condividendo a turno l&rsquo;utilizzo della maggior parte delle macchine agricole. Dove questo non accade, a causa della conformazione del terreno o dell&rsquo;esistenza di troppe barriere protettive tra i vari appezzamenti di terreno, l&rsquo;agricoltura sta morendo &hellip;</font><br /><font>Guardando dentro cose cos&igrave;, dovrebbe attenuarsi un po&rsquo; la naturale ansia che prende un po&rsquo; tutti quando cerchiamo di sapere in anticipo cosa ci riserva il prossimo avvenire. L&rsquo;avversario di tutti noi, in questo ambito, &egrave; infatti la paura dell&rsquo;ignoto, che facilmente si accoppia a una certa diffidenza verso &ldquo;gli altri&rdquo;, che forse in passato ci hanno deluso o magari hanno pesantemente tradito certe nostre aspettative.<br />Tuttavia &hellip; &ldquo;la saggezza comincia con la meraviglia&rdquo;, e la meraviglia &egrave; figlia legittima dell&rsquo;apertura all&rsquo;ignoto, di quell&rsquo;atteggiamento fiducioso verso la vita che apre per ciascun essere umano un&rsquo;ampia gamma di nuove &ndash; e spesso sorprendenti &ndash; prospettive, che altrimenti non possono presentarsi o non possono essere da noi riconosciute.<br />&#8203;In fondo, se ci pensate bene, al di l&agrave; di tutti gli slogan con cui cercano quotidianamente di ottundere la nostra intelligenza, l&rsquo;elemento determinante &egrave; &ndash; sempre e comunque &ndash; vivere il presente che la sorte ci offre ogni giorno con consapevolezza, rispetto di se stessi e degli altri, coerenza nell&rsquo;azione. Il futuro non potr&agrave; che essere la logica conseguenza di tutto ci&ograve;.</font></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Lettera fine anno 2014]]></title><link><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2014]]></link><comments><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2014#comments]]></comments><pubDate>Tue, 30 Dec 2014 23:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2014</guid><description><![CDATA[Cari amici e care amiche, penso che ad alcuni di noi sia venuta in mente quest&rsquo;anno quell&rsquo;ipersintetica e fulminante poesia di Ungaretti &ldquo;Si sta come d&rsquo;autunno sugli alberi le foglie&rdquo;. Una sensazione di grande precariet&agrave;, con cui il poeta descriveva lo stato dei soldati al fronte.Per&ograve;, a ben vedere, &egrave; anche il nostro stato, poich&eacute; in fondo siamo tutti come dei soldati che combattono &ndash; senza volerlo, o perlomeno senza averlo deciso c [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">Cari amici e care amiche, penso che ad alcuni di noi sia venuta in mente quest&rsquo;anno quell&rsquo;ipersintetica e fulminante poesia di Ungaretti &ldquo;Si sta come d&rsquo;autunno sugli alberi le foglie&rdquo;. Una sensazione di grande precariet&agrave;, con cui il poeta descriveva lo stato dei soldati al fronte.<br />Per&ograve;, a ben vedere, &egrave; anche il nostro stato, poich&eacute; in fondo siamo tutti come dei soldati che combattono &ndash; senza volerlo, o perlomeno senza averlo deciso consciamente &ndash; la guerra finanziaria che alcuni hanno messo in atto per poter continuare a vendere le loro armi, che in questo caso non sono quelle tradizionali, bombe-cannoni-mitra- fucili-pistole, ma sempre armi sono.<br />Qualche tempo fa ho trovato sul web questa storiella.<br /><br /><em><font size="2">&#8203;&Egrave; una giornata uggiosa in una piccola cittadina, piove e le strade sono deserte. I tempi sono grami, tutti hanno debiti e vivono spartanamente, quando arriva un turista e si ferma nell&rsquo;albergo della piazza. Chiama il proprietario, gli dice che vorrebbe vedere le camere, poich&eacute; intende fermarsi per alcuni giorni, e mette sul bancone della ricezione una banconota da 100 euro come cauzione. Il proprietario gli consegna alcune chiavi e lui va a vedere le camere.<br />Quando il turista sale le scale, l&rsquo;albergatore prende la banconota, corre dal suo vicino, il macellaio, e salda il conto della carne avuta a credito; il macellaio prende i 100 euro e corre dal contadino per pagare il suo debito; il contadino prende i 100 euro e corre a pagare la fattura presso la Cooperativa agricola, il cui responsabile prende i 100 euro e corre alla bettola e paga il conto delle sue consumazioni; l&rsquo;oste consegna la banconota a una prostituta seduta al bancone del bar, con cui era in debito per alcune prestazioni ricevute, la prostituta corre con i 100 euro all&rsquo;albergo e salda l&rsquo;affitto della camera per lavorare.<br />L&rsquo;albergatore si ritrova con i 100 euro sul bancone della ricezione proprio mentre il turista scende le scale, riprende i soldi e se ne va dicendo che le camere non gli piacciono.<br />Dunque, nessuno ha prodotto qualcosa, nessuno ha guadagnato qualcosa, ma tutti hanno liquidato i propri debiti e guardano al futuro con maggiore ottimismo.</font></em></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.ilsegnavento.it/uploads/1/3/0/6/130673351/lettera2014_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div class="paragraph">&nbsp;Come questa storiella ci mostra, a prescindere dal fatto che &egrave; ovviamente inventata (nella realt&agrave; qualcuno avrebbe sicuramente fatto il furbo e interrotto la catena virtuosa del pagamento dei debiti), il denaro non &egrave; qualcosa di materiale, nel senso che non si comporta come normalmente fanno le cose materiali. &Egrave; un fluido instabile, tanto &egrave; vero che cambia continuamente di valore, di rapporto tra valuta e valuta; e un fluido trova nel circolare la sua vera ragion d&rsquo;essere, la sua importanza e la sua funzionalit&agrave;. La ricchezza della vita sociale di un paese &egrave; data infatti da quanto denaro circola, non da quanto &egrave; depositato da qualche parte. Dove passa un fiume le pietre si bagnano, tutte.<br />Ora, non posso credere che i banchieri che da anni ci governano non sappiano queste cose, sarebbe puerile, no? Quindi &hellip; evidentemente &egrave; tutto fatto ad arte! A qualcuno conviene che le cose siano come sono, poich&eacute; sulla crisi mondiale e sui conseguenti movimenti economici alcuni hanno speculato assai, impiegando quelle armi finanziarie di cui si parlava prima.E infischiandosene dei morti e dei feriti lasciati sul terreno, come &egrave; sempre stato nelle guerre.<br />Cambier&agrave;, questo scenario piuttosto cupo? Personalmente penso che s&igrave;, qualcosa cambier&agrave;, credo anche tra non molto tempo, poich&eacute; i grandi investitori guadagnano sui movimenti valutari, sia in discesa che in salita, e ora che hanno guadagnato abbastanza dalla discesa, &egrave; tempo di cambiare giro, generare ad arte una risalita e guadagnare di nuovo.<br />Nel frattempo gli esseri umani saranno diventati tutti un po&rsquo; pi&ugrave; poveri, di denaro, di tempo, a volte di dignit&agrave;, poich&eacute; saranno un po&rsquo; pi&ugrave; predisposti all&rsquo;ansia, al timore per l&rsquo;avvenire, ai compromessi, a chinare la testa perch&eacute; &ldquo;bisogna pur mangiare&rdquo; &hellip;<br />Per&ograve;, anche o forse soprattutto quando fuori fa brutto tempo e tira vento, in alcune case ci si stringe in comunit&agrave;, intorno a un fuoco ideale magari, e allora risplende la luce, il calore, l&rsquo;amicizia &hellip; e si mettono in comune il cibo, le proprie risorse, per non soffrire la carestia &hellip; e ci si inventa nuovi giochi, per divertirsi insieme &hellip; e ci si chiede perch&eacute; esistiamo, per trovare una direzione verso cui evolvere &hellip;<br />Soprattutto si fa di tutto per riuscire a riappropriarsi di una cosa preziosissima, che ci &egrave; stata sottratta nei modi pi&ugrave; subdoli e a volte impercettibili, giorno dopo giorno: il tempo, il nostro tempo, quello che ci &egrave; stato affidato alla nascita e che &egrave; la cosa pi&ugrave; propriamente nostra, oltre al nostro corpo (e alla sua salute).<br />Lo so, &egrave; difficile, c&rsquo;&egrave; sempre qualche motivo, apparentemente ottimo, per continuare a fare tutta una serie di cose che sul momento ci sembrano importantissime &hellip; ma niente ci pu&ograve; essere pi&ugrave; utile, proprio in quei momenti, di fare un profondo respiro, ritornare in contatto con il nostro corpo, spezzare l&rsquo;inerzia del fare comunque ed entrare decisi nel circuito dell&rsquo;essere innanzitutto. Basta un attimo, a volte serve davvero solo il tempo di un respiro, e tutto il nostro approccio alla vita pu&ograve; cambiare.<br />Allora, sia nel nostro lavoro che nel nostro cosiddetto tempo-libero, possiamo realizzare una sorta di dovere che abbiamo verso noi stessi, di cui non sempre siamo consapevoli e che a volte potremmo forse aver trascurato: fare &ndash; quando possibile &ndash; ci&ograve; che &egrave; adatto a noi, che rappresenta i valori in cui crediamo, i nostri interessi profondi, a volte persino i nostri sogni; agire &ndash; e questo &egrave; sempre possibile &ndash; nel &ldquo;nostro&rdquo; modo, in un modo che ci restituisca la sensazione netta di essere vivi, partecipi del momento presente, uniti a chi ci circonda dal rispetto che diamo a noi stessi e che riflettiamo cos&igrave;, automaticamente, su tutti i nostri simili.<br />Io ci provo tutti i giorni &hellip; e a volte ci riesco.</div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Lettera fine anno 2013]]></title><link><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2013]]></link><comments><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2013#comments]]></comments><pubDate>Mon, 30 Dec 2013 23:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2013</guid><description><![CDATA[ 	 		 			 				 					 						  Cari amici e care amiche, questo fine anno sono un po&rsquo; mogio, perch&eacute; nel 2013 ho perso una fedele compagna di avventure, la salute. Niente di gravissimo, cio&egrave; nulla che metta in pericolo la vita, per intenderci; ma una serie di malanni che hanno condizionato molto la mia esistenza fin dalla primavera e che solo ora stanno gradatamente scomparendo.Non ero pronto, devo dire.&#8203;Ma forse nessuno lo &egrave;, la salute &egrave; un bene preziosissim [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="paragraph"><font>Cari amici e care amiche, questo fine anno sono un po&rsquo; mogio, perch&eacute; nel 2013 ho perso una fedele compagna di avventure, la salute. Niente di gravissimo, cio&egrave; nulla che metta in pericolo la vita, per intenderci; ma una serie di malanni che hanno condizionato molto la mia esistenza fin dalla primavera e che solo ora stanno gradatamente scomparendo.<br />Non ero pronto, devo dire.<br />&#8203;Ma forse nessuno lo &egrave;, la salute &egrave; un bene preziosissimo di cui per&ograve; ci rendiamo veramente conto solo quando lo perdiamo.<br />&#8203;</font><br /><span>Dato che non nutro alcuna fiducia nelle terapie ordinarie, che mi sembrano in genere basate su dei presupposti senza senso alcuno, ho utilizzato dei rimedi naturali, che mi convincono di pi&ugrave; ma hanno il &ldquo;difetto&rdquo; di avere un&rsquo;azione assai pi&ugrave; lenta di quelli allopatici.<br />Questa lentezza mi ha inizialmente molto infastidito, non vedevo l&rsquo;ora di ritrovare il mio abituale stato di buona salute per poter tornare a svolgere regolarmente il mio</span></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="paragraph"><span>lavoro; poi mi sono reso conto che dovevo mettermi tranquillo, che la mia crisi fisica non era qualcosa di casuale e di passeggero, ma un passaggio-chiave del mio diventare anziano e che forse comportava una revisione radicale del mio stile di vita.<br />&#8203;</span><font>Ho anche pensato che avrei aiutato la terapia se avessi veramente compreso il senso di quello che mi stava accadendo, e cos&igrave; sono andato alla ricerca dei vari perch&eacute; dei miei malanni, trovando in effetti &ldquo;tanta roba&rdquo;! Eh s&igrave;, non &egrave; mai per caso che ci ammaliamo, proprio in quell&rsquo;organo, in quel determinato modo, in quel preciso momento &hellip;</font><br /><font>Questa ricerca &egrave; stata molto interessante!</font><br /><font>Ho trovato tanti &ldquo;perch&eacute;&rdquo;, nascosti nel mio particolare modo di prendere le cose, nelle mie abitudini di vita, in certi vizi camuffati da &ldquo;libert&agrave;&rdquo;, tutte cose che nel corso degli anni hanno creato i presupposti per uno stato di salute via via sempre pi&ugrave; precario e fragile, che a un certo punto &egrave; crollato miseramente.</font><br /><br /></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.ilsegnavento.it/uploads/1/3/0/6/130673351/2013_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div> <hr class="styled-hr" style="width:100%;"></hr> <div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div class="paragraph"><font>Osservando me stesso, ho anche scoperto alcune cose interessanti sugli esseri umani in generale, tra cui, per esempio, che siamo pi&ugrave; o meno tutti molto restii a dimenticare veramente le esperienze negative, le sofferenze, i soprusi che presumiamo di aver subito &hellip; e questa caratteristica umana &egrave; assai importante, poich&eacute; ci vincola in modo molto stretto al passato, a ci&ograve; che un giorno &egrave; successo, e ci impedisce di fatto di immaginare &ndash; e quindi costruire &ndash; un futuro sostanzialmente diverso.<br />Eppure &hellip; ogni giorno &egrave; per noi un giorno nuovo, &ldquo;<em>o</em></font><font><em>gni istante vale una gemma inestimabile</em></font><font>&rdquo;.<br />Per me &egrave; stato importante riempire il mio periodo di forzata inattivit&agrave; di questi pensieri, accettare che il mio fisico manifestasse una volta per tutte le conseguenze della mia vita passata, e poi resettarmi e riprogrammarmi, per riuscire ad affrontare il 2014 come una bella &ldquo;pagina bianca&rdquo;, ancora tutta da scrivere!<br />E ho anche compreso che, se non riesco a &ldquo;voltare pagina&rdquo;, a dimenticare ci&ograve; che ho fatto e soprattutto subito fino a oggi, nel bene e nel male, questa bella pagina bianca non si aprir&agrave; mai davanti a me.<br />Credo che sia questo che oggi sta accadendo, un po&rsquo; ovunque ma soprattutto in Italia: siamo talmente disgustati da ci&ograve; che &egrave; successo nel corso degli anni nei vari aspetti della societ&agrave; che facciamo fatica a pensare che un giorno le cose potrebbero davvero cambiare, potrebbero essere realmente diverse.<br />Questa disillusione si &egrave; portata via, insieme ai nostri sogni giovanili, la speranza, una delle &ldquo;tre cose pi&ugrave; importanti&rdquo; della condizione umana, e ha lasciato rabbia e impotenza.<br />Allora il mio augurio &ndash; a me stesso e ai miei amici &ndash; per il 2014 &egrave; che tutto questo possa essere lasciato nel passato e che possiamo davvero affrontare il nostro prossimo anno di vita come una pagina bianca su cui andare a scrivere una storia completamente nuova.<br />E inaspettata!</font><br /><span></span></div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div> <hr class="styled-hr" style="width:100%;"></hr> <div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Lettera fine anno 2012]]></title><link><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2012]]></link><comments><![CDATA[https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2012#comments]]></comments><pubDate>Sun, 30 Dec 2012 23:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.ilsegnavento.it/ora-tra-passato-e-futuro/lettera-fine-anno-2012</guid><description><![CDATA[ 	 		 			 				 					 						  Cari amici e care amiche,in questo 2012 che abbiamo ormai quasi del tutto alle spalle la cosa che pi&ugrave; ci ha colpito &egrave; che ogni giorno gran parte dei nostri discorsi &ndash; ma anche dei nostri pensieri e delle nostre emozioni, ovviamente &ndash; &egrave; stata centrata su aspetti che avevano sempre qualcosa a che vedere con il denaro: problemi finanziari internazionali, clamorosi smascheramenti di ruberie e privilegi economici dei politici, tassazioni o [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="paragraph"><font size="3"><font>Cari amici e care amiche,</font><br /><font>in questo 2012 che abbiamo ormai quasi del tutto alle spalle la cosa che pi&ugrave; ci ha colpito &egrave; che ogni giorno gran parte dei nostri discorsi &ndash; ma anche dei nostri pensieri e delle nostre emozioni, ovviamente &ndash; &egrave; stata centrata su aspetti che avevano sempre qualcosa a che vedere con il denaro: problemi finanziari internazionali, clamorosi smascheramenti di ruberie e privilegi economici dei politici, tassazioni oltre il limite del sopportabile, banche che riducono i fidi, contrazione delle vendite nei negozi &hellip;</font></font></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:50%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="paragraph"><font size="3">&#8203;<font style="">E cos&igrave;, un po' alla volta, il denaro non solo ha preso posto al centro della nostra vita &ndash; questo in realt&agrave; &egrave; accaduto parecchio tempo fa, purtroppo &ndash; ma &egrave; riuscito a scacciare quasi del tutto ogni altra cosa, ogni altra seria occupazione. Fa giusto eccezione un po' di svago, quindi eccoci tutti ridotti a &ldquo;panem et circenses&rdquo;, e comunque pi&ugrave; panem che circenses.</font><br /><font style="">Sempre pi&ugrave; viviamo per lavorare, anzich&eacute; lavorare per vivere.</font></font></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div class="paragraph" style="text-align:center;">...</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.ilsegnavento.it/uploads/1/3/0/6/130673351/lettera-fine-2012_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div> <hr class="styled-hr" style="width:100%;"></hr> <div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div class="wsite-spacer" style="height:50px;"></div>  <div class="paragraph" style="text-align:center;">...</div>  <div class="paragraph" style="text-align:left;"><font size="3"><font>Proprio osservando come viviamo, un uomo dell'Oriente disse qualche tempo fa &ldquo;</font><font><em>Quello che pi&ugrave; mi ha sorpreso negli uomini dell'Occidente &egrave; che perdono la salute per fare i soldi, e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente, in maniera tale che non riescono a vivere n&eacute; il presente n&eacute; il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto</em></font><font>&rdquo;.</font><br /><font>E la cosa che a me sembra grave &ndash; no, devo essere sincero, mi sembra gravissima &ndash; &egrave; che &egrave; accaduto tutto in maniera tale che un simile assurdo stato di cose ha finito per sembrarci normale.</font><br /><span>Beninteso, noi non siamo certo esenti&nbsp;dal&nbsp;</span><font>problema, questo &egrave; stato un anno&nbsp;</font>finanziariamente molto stressante, abbiamo&nbsp;<font>lavorato con minori risultati, abbiamo avuto pi&ugrave; spese, insomma, le stesse cose di tutti.</font><br /><font>E abbiamo fatto una certa fatica a mantenere uno spazio vitale per tutte le altre cose della vita, il senso dell'amicizia, l'amore autentico, l'educazione dei figli, il contributo personale all'evoluzione della societ&agrave; umana, il contatto interiore con il divino &hellip; tutte cose che, parafrasando un famoso discorso di Robert Kennedy, non compaiono nel PIL &ndash; o non influenzano lo Spread, per attualizzare &ndash; ma sono i veri motivi per cui la vita merita di essere vissuta. Quanto tempo riusciamo a dedicare a questi aspetti della nostra vita?</font><br /><font>&#8203;In un bell&rsquo;articolo su TerraNuova, il direttore Mimmo Tringale ci ricorda una tradizione contadina di fine anno, ereditata dai Celti, dove viene dato fuoco su una pira a un fantoccio, che simboleggia il &ldquo;vecchio&rdquo;.</font><br /><font>&#8203;Ciascuno di noi ha il proprio elenco di fardelli da bruciare, di nemici da eliminare, ma Mimmo ci invita a fermarci un attimo e guardarci dentro, con benevolenza e determinazione, per riconoscere i nemici pi&ugrave; subdoli, quelli che albergano in noi stessi, nelle pieghe della nostra coscienza.</font><br /><span>Sono le nostre resistenze, le chiusure e le paure che ci impediscono di incontrare quanto di autentico c&rsquo;&egrave; in noi e negli altri.&nbsp;</span><br /><font>Nel nostro metaforico &ldquo;fal&ograve; di fine anno&rdquo; possiamo bruciare tutto ci&ograve; che di vecchio, nel senso di &ldquo;non pi&ugrave; utile&rdquo;, ci portiamo dentro, consapevoli che per lasciare andare la zavorra occorre rinunciare a una parte di noi stessi.</font><br /><br /><font>Vi lasciamo ora con i nostri migliori auguri e una breve poesia Zen, pronunciata secoli fa da un monaco giapponese, tramite la quale vorremmo offrirvi un breve istante di pacifica meditazione:</font></font></div>  <div class="paragraph" style="text-align:center;"><span>&ldquo;</span><font><font size="4"><em>Non si ripete due volte questo giorno,</em></font></font><br /><font><font size="4"><em>scheggia di tempo grande gemma.</em></font></font><br /><font><font size="4"><em>Mai pi&ugrave; torner&agrave; questo giorno.</em></font></font><br /><font><font size="4"><em>Ogni istante vale una gemma inestimabile</em></font></font><font><font size="4">&rdquo;.</font></font></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>